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GHN Press Coverage

Google Earth to protect archaeological sites at risk

June 2011

 

Google Earth is being used by American association Global Heritage Fund to monitor and protect archaeological sites around the world from violations, looting, fires and abuse caused by irresponsible tourism. The project is called Global Heritage Network and uses detailed maps of 500 cultural sites in developing countries. A sort of early warning system in expansion, it involves first of all the countries that host the sites, governments, associations, volunteers and donors, with the intention of preserving and maintaining the heritage at risk. Sites are monitored across the network with current news—for example, in places where wars are in progress. Monitoring these kinds of situations will allow developing countries to create abilities and expertise to defend their sites with awareness. This includes UNESCO World Heritage Sites, which are great sources of income for countries provided there is responsible tourism and protection against neglect.

 

Italian Text

Google Hearth per proteggere i siti
archeologici a rischio

Google Hearth diventa il sistema utilizzato dall’associazione americana Global Heritage Fund, attraverso il quale controllare e proteggere i siti d’interesse archeologico nel mondo, da violazioni, saccheggi, incendi, abusi causati da un turismo poco responsabile. Il progetto si chiama Global Heritage Network e utilizza mappe dettagliate di 500 luoghi di interesse culturale nei paesi in via di sviluppo. Una sorta di sistema preallarme in espansione, che coinvolge prima di tutto i paesi che ospitano i siti, Governi, associazioni, volontari e donatori, con l’intento di preservare e curare il patrimonio a rischio. I siti vengono controllati attraverso la rete, news,  notizie di cronaca, per esempio nei luoghi dove sono in corso guerre. Il monitorare questo genere di situazioni permetterà ai paesi in via di sviluppo, di creare anche abilità e competenze, permettendogli di difendere i loro luoghi con coscienza.  Si parla di luoghi patrimonio culturale dell’UNESCO, che sono fonte di introiti per i paesi stessi, purché ci sia un turismo consapevole, proteggendo la loro ricchezza dall’incuria dell’uomo.